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A cura di Flavio Falcinelli

La storia della radioastronomia inizia casualmente nel dicembre del 1931: Karl Jansky, un ingegnere impegnato a studiare l'origine dei disturbi atmosferici che rendevano difficoltose le radiocomunicazioni a lunga distanza, utilizzando un'antenna (chiamata “giostra” per la sua caratteristica forma) e un ricevitore radio appositamente progettati, scoprì la radiazione a 20.5 MHz proveniente dal centro della nostra galassia come “sottoprodotto” del suo lavoro iniziale.

 

Schema del ricevitore di Jansky 

Schema a blocchi del ricevitore di Jansky (“Directional Studies of Atmospherics at High Frequencies” - K. Jansky, 1932)

 

 Prima registrazione radioastronomica Jansky 

La prima storica registrazione radioastronomica (“Electrical Phenomena that apparently are of Interstellar Origin” - K. Jansky, 1932).

 

Le immagini (riprese dagli articoli originali del 1932) mostrano la struttura dello strumento di Jansky e le sue registrazioni, dove si vede il ripetersi periodico dei massimi di emissione provenienti dalla regione celeste del Sagittario, al centro della nostra galassia. Questo è stato il primo segnale radio extraterrestre (naturale...) scoperto.

Il prototipo del moderno radiotelescopio, inteso come strumento costruito “ad hoc” per osservare il cielo, fu ideato pochi anni dopo da Grote Reber. Egli compilò una mappa della nostra galassia alla frequenza di 160 MHz: rappresentando graficamente le linee con identica potenza del segnale ricevuto in funzione dell'orientamento dell'antenna, realizzò così la prima “radio-immagine” del cielo.

 Prima radio mappa della galassia compilata da Reber 

La prima radio-mappa della galassia compilata da Reber.